venerdì 11 luglio 2008
Racconto - Giovedì 10 luglio 2008 -
Ieri, 10 luglio 2008, è stata una giornata molto dura a Chiaiano. Ma tutto era molto tranquillo prima delle 18. Al presidio c'erano una decina di manifestanti, le solite tre camionette della Guardia di Finanza e della Polizia e qualche motorino che informava l'eventuale arrivo di forze dell'ordine.
Il presidio è stato notevolmente smobilitato rispetto a diversi giorni fa. Non vi è più il Mediacenter con le dirette sul sito chiaiaNOdiscarica, l'isola ecologica è stata spostata e sono stati eliminati i blocchi iniziali per permettere l'accesso delle automobili.
Cerco di arrivare alla cava, ma il percorso è troppo accidentato (causa blocchi) e troppi sono gli sguardi delle persone che incontro. Così ritorno indietro al presidio. Anche lì tutto tranquillo, i manifestanti erano leggermente aumentati e si apprestavano a svolgere l'assemblea delle 19.
Poco prima avevo udito una botta, che mi sembrava provenire dalla selva. Potrei pure sbagliarmi sulla direzione. Tuttavia non sembrava molto forte, tant'è che pochi o nessuno ci fece caso.
Dopo un paio di ore rimasto sul presidio decido di allontanarmi. Noto che vicino alla pompa di benzina erano arrivati un defender della polizia ed una camionetta. Forse erano venuti a dare il cambio. Supero il bivio di Mugnano e vedo altri mezzi della polizia in arrivo, alcuni a sirene spiegate. Sono più di una decina di camionette. Ritorno immediatamente indietro. I manifestanti sono pochissimi, scarsi una ventina. I mezzi parcheggiano e sbucano un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa che marciano verso il presidio. Si avvicina un tenente che intima agli organizzatori del presidio di far passare le camionette della polizia. Dopo un'accesa trattativa, i manifestanti spostano il tronco d'albero che ostruiva il passaggio. Fra la gente è tutto un fermento. "Facciamoli passare, siamo troppo pochi" dicono i più.
Improvvisamente i poliziotti arretrano e rientrano nei mezzi. La gente comincia ad aumentare e l'allarme di nuove cariche convince un gruppo di giovani della zona a riorganizzare le barricate e a disperdere le forze dell'ordine che rimanevano sul piede di guerra. Prendono una vecchia automobile e la rovesciano, insieme ad alcuni cassonetti dell'immondizia, bloccando la strada che dai parcheggi in basso porta su per il presidio. Alcuni di loro si recano a Marano bloccando un pullman (o diversi) e mettendolo(i) di traverso. La polizia li raggiunge disperdendosi.
Duecento manifestanti ora sono al presidio. Ma la tensione si riaccende quando un grosso camion degli alimentari cerca di passare per la strada. Alcuni ragazzi col volto coperto obbligano il conducente a scendere dal veicolo, ma l'arrivo di un poliziotto in borghese evita l'eventuale sequestro.
Gli organizzatori annunciano che sabato ci sarà un corteo che partirà dalla stazione della metrò di Chiaiano. Vengono lanciati alcuni petardi che si odono in lontananza, segno che la tensione è saltata di nuovo alle stelle. L'arrivo dell'esercito all'interno della cava è il segnale che il governo non intende arretrare di un passo, ma così facendo determinerà lo scontro frontale con la popolazione locale. La riconversione del decreto rifiuti in legge al Senato è cosa fatta ormai. Tre mesi di tempo per allestire tutto. Da Via Cupa del Cane dovrebbero passare i camion necessari per l'inizio dei lavori, e se la gente continuerà ad essere pochissima al presidio, ai poliziotti basterà schierarsi nuovamente ed eventualmente manganellare le persone.


